Per quelli come me che sono nati e cresciuti sul livello del mare tra ulivi e fichidindia, raggiungere una cima a 2620 m di altitudine e toccare la croce in vetta non è solo escursionismo, ma una vera e propria esperienza mistica.
Il Corno Stella non è una montagna difficile tecnicamente parlando e arrivando su in una di quelle giornate di fine settembre che sanno regalare cieli tersi di un azzurro incredibile, hai la possibilità di ammirare il panorama mozzafiato delle Orobie, le Alpi svizzere e in lontananza si scorge pure il gruppo del Monte Rosa…
Approfittando di una giornata libera, mi alzo all’alba e parto in e-bike direzione Foppolo in Altavalle Brembana. Quando arrivo al Lago Moro seguendo la stradina a mezzacosta che parte dalla terrazza Montebello sono già le 8.30, lascio la bici da parte, piccolo spuntino e mi godo il silenzio prima dell’ascesa finale.

In questo piccolo laghetto alpino si specchiano forse le rocce più antiche delle Orobie (Gneiss Chiaro del Corno stella), risalenti a più di 300 milioni di anni fa e che fanno parte dell’antico basamento cristallino che costituisce le Alpi meridionali.
Procedo a piedi a passo lento in salita, la parte sommitale è spoglia, selvaggia, sento il mio respiro nei tratti più ripidi e ogni tanto mi fermo rapito dal colore dei sassi lungo il sentiero, che varia dal grigio chiaro al rosato. E’ come ripercorrere a ritroso la storia della formazione di queste montagne tra scisti e quarziti…
E finalmente in cima a farmi compagnia trovo un piccolo gregge di capre orobiche molto incuriosite dalla mia presenza e soprattutto dal contenuto del mio zaino.


La croce in ferro battuto fu piantata nel 1975 dal CAI di Zogno in ricordo di Angelo Gherardi che qui perse la vita. In lontananza spiccano il Pizzo del Diavolo e a nord il monte Disgrazia e il Massiccio del Bernina.


La montagna si può fruire in tanti modi, a noi piace farlo con consapevolezza, scoprendone insieme gli aspetti naturalistici e storici e rispettandone alcuni valori: la fatica, il silenzio, il piacere di un pranzo condiviso, il lavoro di chi “le terre alte” le abita.
Le emozioni di oggi sono difficili da raccontare, bisogna viverle… Se vuoi farlo con noi contattaci!
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